Potrebbe sembrare una poesia, ma è un fenomeno reale. Molte piante, quando crescono vicine, evitano di toccarsi con le radici. Accade soprattutto tra alberi della stessa specie. Come se, sotto terra, mantenessero una distanza discreta, una forma di “educazione vegetale”.
I botanici lo chiamano root segregation, timidezza delle radici. Non è chiaro perché accada: forse per ridurre la competizione, forse per difendersi da parassiti o per migliorare l’assorbimento dell’acqua. Nel buio del suolo, dove tutto è lotta per la sopravvivenza, alcune piante scelgono di non invadere lo spazio altrui.
Anche le chiome degli alberi mostrano talvolta lo stesso comportamento. In certe foreste tropicali, i rami si avvicinano ma non si sovrappongono, lasciando linee nette tra le fronde, come disegnate con il righello. È la cosiddetta crown shyness, timidezza della chioma.
Siamo abituati a pensare al mondo vegetale come passivo e immobile. In realtà è pieno di gesti silenziosi e intenzionali. Linguaggi che non comprendiamo, ma che raccontano relazioni, distanze, rispetto.
Forse non è solo competizione. Forse è anche una forma antica di convivenza.