Nel 1970 l’artista americano Robert Smithson decise che le gallerie non gli bastavano più. Voleva lavorare direttamente con il paesaggio, così scelse le sponde del Great Salt Lake, nello Utah, per creare una scultura enorme: una spirale di pietre e fango lunga 460 metri che si protendeva nel lago.
L’opera si chiama Spiral Jetty e appartiene alla cosiddetta Land Art, un movimento che usava la natura come materia prima. Con il tempo, l’acqua del lago si è alzata e abbassata, sommergendo e rivelando la spirale in un ciclo naturale che è parte dell’opera stessa.
Oggi Spiral Jetty è visibile perfino dalle immagini satellitari: un simbolo degli anni ’70 e del desiderio, allora radicale, di uscire dai musei per riportare l’arte nella terra. Camminarci sopra significa diventare parte di un disegno che esiste solo perché il mondo attorno continua a cambiare.